Mappatura del cosmo: la nuova indagine DESI svela 47 milioni di galassie

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Una storica indagine astronomica ha raggiunto un traguardo importante, producendo la mappa più dettagliata dell’universo mai creata. Catturando la luce di 47 milioni di galassie e quasar, il Dark Energy Spectroscopic Instrument (DESI) ha fornito un set di dati che espande la nostra conoscenza cosmica quasi dieci volte rispetto agli sforzi precedenti.

Un enorme passo avanti nei dati cosmici

Operando dall’Osservatorio nazionale di Kitt Peak in Arizona, il progetto DESI ha superato di gran lunga le sue aspettative iniziali. Sebbene inizialmente i ricercatori mirassero a catalogare 34 milioni di oggetti, l’efficienza dello strumento ha permesso di superare tale obiettivo di 13 milioni.

La portata di questo risultato si comprende meglio attraverso il confronto con i dati storici:
Mappe precedenti: Conteneva circa 5 milioni di galassie.
La mappa DESI: contiene 47 milioni di galassie e quasar.
Tendenza di crescita: gli astronomi hanno notato un modello in cui la scala delle mappe cosmiche aumenta di un fattore dieci all’incirca ogni decennio.

La precisione di questo rilievo è particolarmente notevole date le distanze coinvolte. Per mappare questi oggetti, i ricercatori hanno dovuto rilevare segnali estremamente deboli, a volte identificando le galassie utilizzando solo da 100 a 200 fotoni.

Il mistero dell’energia oscura

Il principale motore scientifico dietro questa enorme impresa è lo studio dell’energia oscura, la misteriosa forza responsabile dell’espansione accelerata dell’universo, che si stima costituisca circa il 70% del cosmo.

Le attuali teorie cosmologiche, in particolare il modello Lambda-CDM (il modello standard della cosmologia), presuppongono che l’energia oscura rimanga costante nel tempo. Tuttavia, i dati preliminari del DESI nel 2024 hanno suggerito una potenziale anomalia: l’energia oscura potrebbe effettivamente indebolirsi.

Se questa tendenza fosse confermata dall’intero set di dati, rappresenterebbe un cambiamento di paradigma nella fisica, suggerendo che la nostra comprensione fondamentale di come si evolve l’universo è incompleta. La nuova mappa consente agli scienziati di confrontare la distribuzione delle galassie in un lontano passato con le loro posizioni attuali, fornendo una sequenza temporale ad alta risoluzione per testare queste teorie.

Dalla scarsità di dati al diluvio di dati

L’enorme volume di informazioni generate da DESI segna un cambiamento fondamentale nel modo in cui viene praticata l’astronomia.

“Quando ero uno studente di dottorato… 40 anni fa, avevamo un campione di migliaia di galassie. La comunità era affamata di dati”, osserva Ofer Lahav dell’University College di Londra. “Penso che i miei studenti oggi potrebbero avere il problema opposto: essere inondati di dati ed è molto difficile analizzarli.”

Anche se l’indagine principale è completa, il lavoro è lungi dall’essere finito:
* Fase di analisi: Ci vorrà circa un anno per elaborare completamente i dati prima che vengano rilasciati alla comunità scientifica più ampia.
* Obiettivi di espansione: Il team mira ad espandere l’attuale copertura da 14.000 gradi quadrati a 17.000 gradi quadrati.
* Prospettive future: Si prevede che DESI continuerà a raccogliere dati per almeno altri due anni e mezzo, con potenziali aggiornamenti che potrebbero estendere la sua operatività fino al 2030.

Conclusione

Il completamento dell’indagine DESI fornisce una finestra senza precedenti sulla storia dell’universo. Offrendo un enorme set di dati ad alta risoluzione, mette gli astronomi nella posizione di confermare i nostri attuali modelli fisici o di scoprire una nuova realtà riguardo alla natura dell’energia oscura.