È stato ora confermato che i comuni inquinanti atmosferici, tra cui l’ozono e l’ossido nitrico, alterano gli odori chimici delle formiche, inducendo i loro stessi compagni di nido ad attaccarle come se fossero invasori stranieri. Questa sorprendente scoperta evidenzia come l’inquinamento causato dall’uomo stia interferendo direttamente con i comportamenti fondamentali degli animali, anche a livello degli insetti.
Come l’inquinamento maschera l’identità delle formiche
Le formiche fanno affidamento sull’olfatto per riconoscere la colonia. Quando l’odore naturale di una formica viene alterato da sostanze inquinanti come l’ozono, i suoi simili la percepiscono come un intruso. L’ozono, un sottoprodotto degli scarichi dei veicoli e delle emissioni industriali, degrada gli alcheni, composti chiave nel profilo olfattivo unico di una formica. Sebbene gli alcheni costituiscano solo una piccola parte della miscela olfattiva, anche piccoli cambiamenti sono sufficienti per innescare risposte aggressive come morsi e, in alcuni casi, attacchi letali.
Prove sperimentali: ostilità indotta dall’ozono
I ricercatori dell’Istituto Max Planck per l’ecologia chimica in Germania hanno condotto esperimenti utilizzando colonie di formiche artificiali. Hanno esposto le singole formiche a livelli di ozono che imitavano quelli presenti nelle aree urbane inquinate. Quando queste formiche furono reintrodotte nelle loro colonie, furono immediatamente attaccate dai loro compagni di nido. Lo studio ha scoperto che anche basse concentrazioni di ozono erano sufficienti a provocare questa reazione ostile.
“Non ce lo aspettavamo”, ha detto Markus Knaden, ricercatore capo. “Sapevamo che l’ozono avrebbe cambiato solo una piccola percentuale dell’odore, ma era sufficiente per scatenare l’aggressività.”
Implicazioni ecologiche più ampie
L’interruzione del comportamento delle formiche si estende oltre la semplice aggressività. L’esposizione all’ozono porta anche all’abbandono delle larve da parte delle formiche predatrici clonate, suggerendo che l’inquinamento può interferire con le cure parentali essenziali. Dato che le formiche svolgono un ruolo fondamentale negli ecosistemi – disperdendo i semi, aerando il suolo e sostenendo innumerevoli organismi – questi cambiamenti potrebbero destabilizzare intere reti alimentari.
Come spiega Daniel Kronauer della Rockefeller University, le formiche sono così parte integrante degli ecosistemi terrestri che la loro rimozione potrebbe causare un collasso diffuso. Le popolazioni di insetti sono già in declino in tutto il mondo e studi come questo rafforzano la crescente evidenza che l’inquinamento atmosferico è un fattore importante.
Un costo nascosto dell’inquinamento
Lo studio sottolinea che gli effetti dell’inquinamento sono molto più pervasivi di quanto si pensasse in precedenza. Anche se i livelli di ozono rimangono entro le soglie di sicurezza umana, il danno alla vita degli insetti e agli ecosistemi è innegabile.
“Dovremmo solo sapere che ciò che stiamo facendo comporta costi aggiuntivi a cui forse non avevamo pensato prima”, ha concluso Knaden.
I risultati servono a ricordare che il degrado ambientale ha conseguenze a cascata, colpendo anche le creature più piccole in modi che potrebbero rimodellare il mondo naturale.
