Posti a sedere strategici: in che modo i dati demografici dei passeggeri influiscono sulla velocità di evacuazione degli aerei

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Sebbene volare rimanga la modalità di trasporto più sicura, la sicurezza aerea sta spostando la sua attenzione dall’affidabilità meccanica ai fattori umani. Uno studio recente suggerisce che il modo in cui sono seduti i passeggeri, in particolare la distribuzione dei viaggiatori anziani, potrebbe essere il fattore decisivo per stabilire se una compagnia aerea soddisfa i limiti di sicurezza critici durante un’emergenza.

Lo standard di 90 secondi contro la realtà

Attualmente, la Federal Aviation Administration (FAA) degli Stati Uniti impone che un aereo venga completamente evacuato entro 90 secondi. Tuttavia, questo benchmark si basa su simulazioni controllate che spesso non riescono a tenere conto del caos imprevedibile di un’emergenza nel mondo reale.

Le cabine degli aerei moderni presentano diversi ostacoli logistici che i modelli tradizionali potrebbero trascurare:
Corridoi stretti e distanza tra i posti limitata.
Diversa demografia dei passeggeri, compresi quelli a mobilità ridotta.
Fattori cognitivi e fisici che influenzano il movimento durante eventi ad alto stress.

Poiché si prevede che l’età media globale aumenterà da 31 a 36 anni entro il 2050, il profilo “medio” dei passeggeri sta cambiando. Questo cambiamento demografico ha già stimolato un’azione legislativa, come l’Emergency Vacating of Aircraft Cabin (EVAC) Act introdotto alla fine del 2022, che cerca di aggiornare le normative per riflettere queste condizioni di cabina più realistiche.

La Scienza della Simulazione

I ricercatori dell’Università di Calgary, guidati dal neuroscienziato Chenyang (Luca) Zhang, hanno condotto simulazioni per testare in che modo le diverse composizioni dei passeggeri influenzano i tempi di evacuazione. Hanno utilizzato un modello di Airbus A320 per simulare uno scenario ad alto rischio: un incendio a due motori.

In tal caso, le uscite sopra l’ala spesso diventano inutilizzabili, costringendo tutti i passeggeri a incanalarsi attraverso le porte anteriori e posteriori principali. I ricercatori hanno testato 27 diversi scenari coinvolgendo fino a 180 passeggeri, variando la loro età (sotto o sopra i 60 anni) e la loro posizione a sedere.

Principali risultati della ricerca:

  • L’evacuazione più veloce: Il tempo più veloce registrato è stato di 141 secondi. Ciò si è verificato quando il numero di passeggeri anziani era al minimo (20%) e tali passeggeri erano seduti strategicamente vicino alle uscite.
  • L’evacuazione più lenta: Il tempo più lungo registrato è stato di 218,5 secondi. Ciò è accaduto quando la percentuale di passeggeri anziani era elevata, anche quando erano posizionati in prossimità delle uscite.

“Capendo come la distribuzione dei passeggeri influisce sull’evacuazione, le compagnie aeree potrebbero potenzialmente implementare una disposizione dei posti più strategica per ottimizzare la sicurezza senza compromettere l’efficienza operativa”, afferma Zhang.

Perché la distribuzione è importante

Lo studio evidenzia una sfumatura critica: non è solo il numero di passeggeri anziani a rallentare un’evacuazione, ma il loro collocamento. Quando i passeggeri anziani vengono raggruppati o collocati in posizioni che creano colli di bottiglia, l’intero flusso della cabina viene compromesso.

Distribuendo i passeggeri con mobilità ridotta in modo più uniforme e posizionandoli vicino alle uscite, le compagnie aeree potrebbero essere in grado di ridurre al minimo l’effetto a catena dei ritardi durante una crisi. Questo approccio si allontana dalla semplice assegnazione dei posti verso una strategia proattiva di mitigazione del rischio.


Conclusione
Con l’invecchiamento della popolazione mondiale, la sicurezza aerea deve evolversi oltre l’ingegneria meccanica per includere una sofisticata logistica basata sul fattore umano. La distribuzione strategica dei passeggeri offre alle compagnie aeree un modo basato sui dati per migliorare le probabilità di sopravvivenza durante le emergenze critiche.