Le fuoriuscite di liquami in Inghilterra si sono dimezzate nel 2025, ma il clima più secco è il fattore principale

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Le fuoriuscite di liquami in Inghilterra si sono dimezzate nel 2025, ma il clima più secco è il fattore principale

L’Inghilterra ha visto una riduzione di quasi il 50% delle acque reflue rilasciate nei fiumi e nei mari nel 2025 rispetto all’anno precedente. Tuttavia, secondo l’Agenzia per l’ambiente, questo miglioramento è in gran parte attribuito a condizioni meteorologiche più secche piuttosto che a miglioramenti significativi delle infrastrutture. Il calo delle fuoriuscite – da 3,6 milioni di ore nel 2024 a 1,9 milioni di ore nel 2025 – evidenzia una dipendenza critica dai fattori climatici nella gestione dell’antiquato sistema fognario del paese.

La rete fognaria combinata e le sfide climatiche

L’Inghilterra gestisce una rete fognaria combinata, il che significa che le acque piovane e le acque reflue condividono la stessa infrastruttura. Questo sistema, già messo a dura prova dall’invecchiamento delle tubature, dalla crescita della popolazione e da eventi di forti piogge più frequenti dovuti ai cambiamenti climatici, è soggetto a traboccamenti durante il tempo piovoso per impedire rinforzi nelle case. Condizioni più secche riducono naturalmente la pressione sul sistema, portando a minori fuoriuscite.

Nel 2025, le precipitazioni sono state inferiori del 24% in tutto il Paese, contribuendo in modo significativo alla diminuzione osservata degli scarichi fognari. Questa dipendenza dalle condizioni meteorologiche è problematica perché significa che i miglioramenti non sono necessariamente sostenibili o il risultato di soluzioni a lungo termine.

Affermazioni del settore e preoccupazioni ambientali

Water UK, l’ente del settore, sostiene che questo calo dimostra l’impatto degli investimenti triplicati nelle infrastrutture. Aziende come United Utilities e Yorkshire Water indicano il miglioramento di centinaia di straripamenti come prova dei progressi compiuti. Tuttavia, enti di beneficenza ambientali come River Action sostengono che la riduzione è casuale. L’amministratore delegato James Wallace ha affermato che i numeri più bassi sono “inevitabili, non la prova di un cambiamento reale” data l’estate insolitamente secca.

Il dibattito sottolinea una tensione fondamentale: sebbene gli investimenti siano in aumento, potrebbero non essere sufficienti per superare le questioni sistemiche e le pressioni legate al clima.

Il crescente problema dei “sversamenti secchi”

Per la prima volta, l’Agenzia per l’ambiente (EA) ha monitorato e pubblicato dati sui “dry spills”: rilasci di liquami che si verificano quando non è caduta la pioggia. Nel 2025 ci sono stati 14.700 scarichi illegali di questo tipo e l’EA sta ora indagando. Le fuoriuscite secche sono particolarmente pericolose perché i liquami non vengono diluiti dall’acqua piovana, portando ad un inquinamento concentrato.

Conseguenze ambientali e prospettive future

Le fuoriuscite di liquami comportano gravi rischi ambientali, tra cui la proliferazione di alghe che riducono l’ossigeno nei corsi d’acqua, danneggiando la vita acquatica. Inoltre introducono sostanze inquinanti come plastica e prodotti farmaceutici nei fiumi e nei mari. La tendenza attuale suggerisce che, sebbene il clima più secco offra un sollievo temporaneo, i problemi infrastrutturali sottostanti rimangono irrisolti.

Investire oltre 104 miliardi di sterline in migliorie nei prossimi cinque anni è un passo nella giusta direzione, ma un’azione sostenuta e accelerata è fondamentale per prevenire crisi future e garantire la qualità dell’acqua a lungo termine. Fare affidamento su condizioni meteorologiche favorevoli non è una strategia praticabile; sono necessari miglioramenti sistemici per proteggere i corsi d’acqua inglesi.