Un bambino, Hugo Powell, è diventato il primo bambino nato nel Regno Unito a seguito di un trapianto di utero da un donatore deceduto. Questo risultato fondamentale presso l’ospedale Queen Charlotte e Chelsea di Londra rappresenta un significativo passo avanti nella medicina riproduttiva, offrendo speranza alle donne con infertilità da fattore uterino.
Condizione rara e trapianto storico
Alla madre di Hugo, Grace Bell, è stata diagnosticata la sindrome di Mayer-Rokitansky-Küster-Hauser (MRKH), una rara condizione congenita che comporta l’assenza o il sottosviluppo dell’utero. Questa diagnosi significava che probabilmente non sarebbe stata in grado di portare un bambino. Il trapianto di successo, eseguito nel 2024, ha utilizzato l’utero di un donatore deceduto, rendendolo il primo parto di questo tipo nel Regno Unito e uno dei pochi al mondo.
Bell ha descritto la nascita come un “miracolo”, sottolineando il profondo impatto emotivo derivante dalla realizzazione del suo sogno di maternità. La procedura prevedeva una terapia immunosoppressiva standard per prevenire il rigetto dell’organo, un requisito comune per tutti i riceventi un trapianto.
Eredità del donatore e considerazioni etiche
L’organo del donatore ha anche salvato la vita ad altre quattro persone attraverso il trapianto di organi aggiuntivi. La famiglia della donatrice ha espresso dolore e orgoglio, sottolineando che la generosità della figlia ha continuato ad avere un impatto sulle vite anche dopo la sua morte.
“La perdita di nostra figlia ha distrutto il nostro mondo… Attraverso la donazione di organi, ha dato ad altre famiglie il dono prezioso di tempo, speranza, guarigione e ora vita.”
Il caso solleva importanti considerazioni etiche riguardo alla donazione di organi da cadavere. A differenza di altri organi, l’utero non è automaticamente incluso nei moduli di consenso standard alla donazione di organi. Occorre chiedere specificatamente alle famiglie la loro disponibilità ad approvare un trapianto uterino, evidenziando il complesso processo decisionale coinvolto.
Implicazioni future e progressi medici
Il Prof. Richard Smith, responsabile clinico presso Womb Transplant UK, ha salutato la nascita come “straordinaria”. Il team prevede che Bell alla fine farà rimuovere l’utero trapiantato per evitare un’immunosoppressione permanente.
La tendenza più ampia mostra che, mentre la maggior parte dei trapianti di utero (oltre i due terzi) coinvolge donatori viventi, la donazione da deceduti sta guadagnando terreno, con circa 25-30 bambini nati in tutto il mondo con questo metodo. Lo sviluppo del trapianto uterino come opzione praticabile offre una soluzione permanente all’infertilità dovuta al fattore uterino, con un impatto sia sulla pratica medica che sulla pianificazione familiare.
Questa svolta dimostra il potenziale di trasformazione della donazione di organi e della medicina riproduttiva. È un potente promemoria del fatto che l’innovazione medica continua a ridefinire i confini di ciò che è possibile per le persone che affrontano sfide riproduttive precedentemente insormontabili.




















