L’eredità inaspettata delle radiazioni: come l’età atomica cambia gli animali

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Il mondo moderno è definito da forze invisibili. Una delle più pervasive è la radiazione, una conseguenza dell’era atomica iniziata a metà del XX secolo e che risale probabilmente alla rivoluzione industriale. Sebbene non faccia brillare gli animali come spesso rappresentato nella finzione, i suoi effetti sono profondamente radicati nel mondo biologico, rimodellando l’evoluzione e la salute in modi che stiamo solo iniziando a comprendere.

L’Antropocene e i residui atomici

Gli scienziati ora definiscono la nostra era come Antropocene, riconoscendo che l’attività umana è la forza dominante che altera il pianeta. L’alba dell’era nucleare segnò una forte escalation di questa influenza. Gli elementi radioattivi, rilasciati attraverso test, incidenti (come Chernobyl) e l’energia nucleare, si sono diffusi negli ecosistemi. Il decadimento di questi materiali non è istantaneo; Gli isotopi come l’uranio-238 si trasformano attraverso una reazione a catena in elementi stabili nel corso di miliardi di anni, lasciando un’eredità di lunga durata.

Impatti biologici: oltre le mutazioni

Le radiazioni non causano solo mutazioni. Interrompe i processi biologici fondamentali. Il DNA, il modello della vita, è suscettibile di danni, che portano a tumori ed errori genetici. Ma gli effetti sono più ampi. Gli animali esposti al fallout radioattivo accumulano elementi come il piombo (che imita il calcio e avvelena il cervello) e il potassio-40 nei loro tessuti. Questo altera la fisiologia.

Un esempio lampante è la fauna selvatica intorno a Chernobyl. I cinghiali e i cervi nella zona di esclusione presentano tassi più elevati di alcuni tumori, ma mostrano anche una fertilità ridotta e risposte immunitarie alterate. I coyote, che ora prosperano negli ambienti urbani, possono trasportare contaminanti radioattivi dai siti industriali alle città. Questo è importante perché questi animali non sono isolati; si muovono attraverso gli ecosistemi, diffondendo la contaminazione.

Specie sentinella e salute dell’ecosistema

I biologi utilizzano le specie sentinella – organismi sensibili ai cambiamenti ambientali – per monitorare l’impatto delle radiazioni. Ad esempio, gli insetti accumulano particelle radioattive, rendendoli indicatori dei livelli di contaminazione. Allo stesso modo, le anomalie della tiroide nei mammiferi possono segnalare l’esposizione allo iodio-131, un sottoprodotto degli incidenti nucleari.

La prospettiva a lungo termine

Il tempo di dimezzamento degli isotopi radioattivi significa che la contaminazione persisterà per generazioni. Il Radon, un gas naturale, penetra nelle case dal suolo. L’esposizione anche a livelli bassi aumenta i rischi di cancro. La Food and Drug Administration (FDA) regola la sicurezza dei prodotti, ma la diffusione ambientale delle radiazioni è più difficile da controllare.

La conclusione fondamentale è che l’era atomica ha lasciato un segno indelebile nella biosfera. Non si tratta di animali luminosi; si tratta di sottili cambiamenti a lungo termine nella genetica, nella fisiologia e nella catena alimentare. L’eredità continuerà a svilupparsi man mano che gli isotopi decadono e gli ecosistemi si adattano – o non riescono ad adattarsi – a un mondo radioattivo.