Una cometa interstellare, denominata 3I/ATLAS, ha offerto agli astronomi uno sguardo raro sulla composizione chimica dei sistemi planetari oltre il nostro. L’impronta molecolare unica della cometa – in particolare il suo contenuto eccezionalmente elevato di metanolo – suggerisce che gli elementi costitutivi dei pianeti, e potenzialmente della vita, possono variare notevolmente attraverso la Via Lattea.
Un’anomalia chimica venuta da lontano
I ricercatori hanno rilevato livelli insoliti di gas di metanolo e cianuro di idrogeno provenienti dalla superficie ghiacciata della cometa utilizzando l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) in Cile. Mentre le comete rilasciano gas quando la luce solare vaporizza il loro ghiaccio, il rapporto tra metanolo e acido cianidrico in 3I/ATLAS è notevolmente più alto di qualsiasi altro osservato in precedenza nel nostro sistema solare. Non si tratta solo di trovare queste molecole; l’equilibrio tra loro è ciò che è significativo. Le comete agiscono come capsule del tempo, preservando le condizioni chimiche presenti durante la loro formazione, che in questo caso avvenne attorno a un’altra stella.
Perché è importante: diversità del sistema planetario
La chimica insolita suggerisce che la cometa si è formata in un ambiente drasticamente diverso dal nostro. Nel nostro sistema solare, le comete provengono principalmente da regioni dove domina il ghiaccio d’acqua. Tuttavia, la composizione di 3I/ATLAS suggerisce un luogo di nascita più freddo e ricco di radiazioni, dove si prediligeva il ghiaccio ricco di metanolo. Ciò ha profonde implicazioni: se le condizioni chimiche iniziali variano ampiamente tra i sistemi stellari, il potenziale per lo sviluppo planetario – e persino l’emergere della vita – potrebbe essere radicalmente diverso altrove.
“Osservare 3I/ATLAS è come prendere le impronte digitali di un altro sistema solare”, spiega Nathan Roth, professore all’Università americana. “I dettagli rivelano di cosa è fatto, ed è pieno di metanolo in un modo che di solito non vediamo nelle comete del nostro sistema solare.”
Vagabondo interstellare: un breve visitatore
La cometa è un visitatore interstellare, espulso da un altro sistema probabilmente a causa di interazioni gravitazionali e alla deriva attraverso la nostra galassia per centinaia di milioni di anni prima di essere osservato nel 2025. A differenza di ‘Oumuamua e della cometa 2I/Borisov, gli unici altri oggetti interstellari confermati ad aver attraversato il nostro sistema solare, 3I/ATLAS è definitivamente una cometa. È passato all’interno dell’orbita di Marte alla sbalorditiva velocità di 137.000 miglia orarie, troppo veloce perché il sole potesse catturarlo, ed è già in procinto di uscire dal nostro sistema solare.
Ampliare la nostra comprensione della formazione dei pianeti
Ulteriori osservazioni con il telescopio spaziale James Webb hanno rivelato un’altra anomalia: un rapporto insolitamente alto tra anidride carbonica e acqua nell’alone della cometa. Ciò rafforza l’idea che i sistemi planetari alieni possano creare comete con firme chimiche molto diverse. Questi risultati espandono la nostra comprensione di come si formano i pianeti, sfidando l’ipotesi che tutti i sistemi planetari si evolvano da punti di partenza chimici simili. La diversità nella composizione delle comete sottolinea la possibilità che le condizioni di supporto alla vita potrebbero essere molto più varie nella galassia di quanto si pensasse in precedenza.
In sostanza, lo studio di 3I/ATLAS non riguarda solo una singola cometa; è un passo verso la comprensione dell’enorme diversità dei sistemi planetari oltre il nostro e il perfezionamento delle nostre teorie su come i pianeti – e la vita – potrebbero formarsi altrove nell’universo.
