La cometa interstellare 3I/ATLAS: una rara opportunità colta dalla missione Juice dell’ESA

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In una straordinaria impresa di rapido adattamento scientifico, la navicella spaziale Juice dell’Agenzia spaziale europea (ESA) ha raccolto dati senza precedenti sulla cometa interstellare 3I/ATLAS, un oggetto originario dell’esterno del nostro Sistema Solare. Questo incontro inaspettato evidenzia la frequenza crescente con cui tali visitatori vengono rilevati e l’agilità richiesta per studiarli in modo efficace.

Scoperta e traiettoria non convenzionale

Osservato per la prima volta il 1° luglio 2025 dal telescopio di ricerca ATLAS finanziato dalla NASA in Cile, 3I/ATLAS si è subito distinto per le sue caratteristiche orbitali estreme. Denominata anche C/2025 N1 (ATLAS) e A11pl3Z, la cometa entra nel nostro sistema dalla costellazione del Sagittario, seguendo un percorso diverso da qualsiasi cosa osservata in precedenza. La sua velocità e traiettoria confermano la sua origine interstellare, il che significa che si è formato attorno a un’altra stella prima di essere espulso nel vuoto galattico.

Un fugace approccio ravvicinato

La cometa ha compiuto il suo avvicinamento più vicino al Sole (perielio) il 30 ottobre 2025, passando entro 1,4 UA, appena all’interno dell’orbita di Marte. Questa vicinanza ha fornito una rara finestra di osservazione. Gli scienziati si sono resi conto rapidamente che Juice, in viaggio verso Giove, avrebbe offerto un punto di osservazione unico, impossibile da ottenere dai telescopi terrestri.

Risposta rapida e raccolta dati

Il team dell’ESA ha rapidamente ridefinito le priorità della missione di Juice per massimizzare l’incontro. Nonostante i consueti tempi di consegna di nove mesi per operazioni complesse, i preparativi sono stati compressi in settimane. Tra il 2 e il 25 novembre 2025, Juice ha utilizzato cinque strumenti – JANUS, MAJIS, UVS, SWI e PEP – per misurare la composizione e il comportamento della cometa. I vincoli termici hanno limitato le osservazioni a un totale di 12,5 ore, producendo 11,18 Gbit di dati distribuiti su 126 file scientifici.

Gratificazione ritardata: trasmissione dei dati

I dati sono rimasti bloccati fino a quando Juice non è entrato in una fase di “crociera a freddo” a metà gennaio 2026, consentendo trasmissioni a larghezza di banda elevata. Nel febbraio 2026, due sessioni di downlink di undici ore tramite le antenne dello spazio profondo dell’ESA a New Norcia e Malargüe hanno finalmente consegnato i risultati agli scienziati in attesa. Il team ha celebrato il successo dell’operazione, dimostrando la rapidità con cui un veicolo spaziale può adattarsi a opportunità impreviste.

Implicazioni e missioni future

Questo evento non solo ha fornito dati preziosi su un visitatore interstellare, ma ha anche dimostrato la flessibilità operativa di Juice. La navicella spaziale è ora pronta per la sua missione principale: condurre frequenti sorvoli delle lune ghiacciate di Giove. Secondo Federico Giannetto, ingegnere operativo della navicella spaziale Juice, questa campagna ha rafforzato la fiducia nella capacità del team di adattarsi rapidamente ed eseguire obiettivi scientifici complessi con un preavviso limitato.

Il crescente numero di oggetti interstellari scoperti – come ‘Oumuamua e 2I/Borisov – suggerisce che questi visitatori potrebbero essere più comuni di quanto si pensasse in precedenza. Il loro studio è fondamentale per comprendere la formazione e l’evoluzione di altri sistemi planetari. L’intercettazione riuscita di 3I/ATLAS da parte di Juice costituisce un precedente per le missioni future, dimostrando come i veicoli spaziali possono sfruttare opportunità inaspettate per svelare i segreti del cosmo.