Gli scienziati hanno scoperto che i terremoti che si verificano all’interno del mantello terrestre – precedentemente considerati “impossibili” o estremamente rari – sono in realtà diffusi in tutto il mondo. Un nuovo studio pubblicato su Science il 5 febbraio descrive in dettaglio come si verificano questi tremori profondi e dove sono più frequenti, mettendo in discussione le ipotesi di lunga data sul funzionamento interno del pianeta.
Il mistero dei terremoti del mantello
Per decenni, i geoscienziati hanno creduto che i terremoti fossero limitati alla fragile crosta terrestre. Si pensava che il mantello, uno strato semifuso sotto la crosta, si deformasse lentamente invece di rompersi. Tuttavia, hanno cominciato ad accumularsi prove di terremoti originati a più di 22 miglia (35 chilometri) sotto la superficie – sotto la discontinuità di Mohorovičić (Moho), il confine tra la crosta e il mantello. Individuare questi eventi è stato difficile perché in genere sono troppo profondi per essere percepiti e la profondità del Moho varia.
Un nuovo metodo di rilevamento
I ricercatori dell’Università di Stanford, guidati da Simon Klemperer e dal dottorando Shiqi Wang, hanno sviluppato un nuovo metodo per identificare i terremoti del mantello. Hanno analizzato le onde di taglio che rimangono intrappolate nella crosta o nel mantello, utilizzando questi modelli per determinare se un terremoto ha avuto origine sopra o sotto il Moho. Questo approccio consente una mappatura più accurata senza la necessità di conoscere con precisione lo spessore della crosta in ciascuna posizione.
Distribuzione globale dei tremori profondi
Lo studio ha escluso le zone di subduzione – aree in cui le placche tettoniche si scontrano e una scivola sotto l’altra, note per i terremoti profondi – per concentrarsi sui terremoti del mantello continentale. I risultati hanno rivelato un’attività diffusa:
– Una fitta fascia che si estende dalle Alpi all’Himalaya, probabilmente legata a intense collisioni che hanno creato montagne.
– Un ammasso nell’Africa orientale, dove la crosta continentale si sta dividendo (rifting).
– Ulteriori terremoti negli Stati Uniti occidentali e nella Baia di Baffin, in Canada.
Alcune località, come il Mare di Bering, erano inaspettate, suggerendo che i terremoti del mantello potrebbero essere più diffusi di quanto precedentemente immaginato. La geologa Vera Schulte-Pelkum, non coinvolta nello studio, ha sottolineato l’importanza degli strumenti di mappatura interattivi per ulteriori analisi.
Perché è importante
La scoperta di diffusi terremoti del mantello ha importanti implicazioni. Ciò impone una rivalutazione di come il mantello si comporta sotto stress e di come l’energia viene rilasciata all’interno della Terra. Comprendere questi tremori profondi potrebbe perfezionare i modelli della tettonica a placche, della convezione del mantello e persino della valutazione del rischio sismico.
“Crediamo che ciò dimostri fermamente che ci sono terremoti sotto il Moho in moltissime regioni del mondo”, ha affermato Klemperer, suggerendo che questo fenomeno potrebbe essere “onnipresente”.
Il nuovo metodo di rilevamento promette di consentire studi più dettagliati dei singoli terremoti del mantello, rivelando potenzialmente i meccanismi sottostanti che li determinano. Questa svolta fornisce uno strumento cruciale per i geoscienziati che cercano di svelare i misteri nascosti nelle profondità del nostro pianeta.
